venerdì, febbraio 24, 2006

Domani maratona di film di Alberto Sordi, gratis, all'Auditorium, nel terzo anniversario della morte. Dalle ore 14.00.

 

postato da: nonsologeomangio alle ore 14:32 | Permalink | commenti
categoria:segnalazioni, appuntamenti
mercoledì, febbraio 15, 2006

Quizzotto archeo-musicale

You were the first one. 
Oh-a oh 
You were the last one. 
...
Video killed the radio star. 
Video killed the radio star. 
In my mind and in my car, we can't rewind we've gone to far

Come si chiamava il gruppo che la cantava ??

postato da: h2no3 alle ore 17:51 | Permalink | commenti (4)
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martedì, febbraio 14, 2006
Programma Cinema e Teatro 15/2 - 19/2

La programmazione del teatro:

da Mercoledì 15 febbraio riprenderà CABARETTIAMOCI il Lab di cabaret di
Giovani Talenti.
Con:
I Sequestrattori, Skizzo, Fabian Grutt, Michele Romagnuolo, Jac, Gianluca
Irti.

Presenta Sergio Giuffrida con la simpaticissima presenza di Shara Guandalini
e del mestro Mimmo Lamas.

Altri eventi
Sabato 4 marzo 2006  alle 21.30 si esibirà, in uno show incontenibile,
Fabian GRUTT
Venerdì 17 e Sabato 18 marzo 2006 - sarà il turno di Gianluca IRTI

C I N E M A
da mercoledì 15/2 a domenica 19/2:

Sala A:

THE NEW WORLD - Il nuovo mondo

Titolo originale:  The new world
Nazione:  U.S.A.
Anno:  2005
Genere:  Avventura
Durata:  151'
Regia:  Terrence Malick
Sito ufficiale:  www.thenewworldmovie.com
Sito italiano:  www.eaglepictures.com/extra/...


Cast:  Colin Farrell, Joe Inscoe, Jamie Harris, Michael Greyeyes, Jason
Aaron Baca, Q'Orianka Kilcher, Eddie Marsan, Christian Bale
Produzione:  New Line CinemaSunflower, Productions LLC
Distribuzione:  Eagle Pictures

Dopo sette anni, tempo cinematograficamente lungo ma cortissimo se
consideriamo i vent'anni che intercorrono tra il secondo e il terzo film del
regista de "La sottile linea rossa", Terrence Malick torna nuovamente dietro
la macchina da presa, e ci presenta alla sua maniera una favola nota al
grande pubblico, quella dell'amore impossibile tra una giovane e bellissima
indiana d'America e John Smith, capitano delle guardie di sua maestà. Il
pretesto narrativo è banale e conosciuto, eppure, come ha di recente
insegnato il King Kong di Peter Jackson, pieno di una vitalità e di uno
smalto che lo rendono comunque nuovo e degno d'essere raccontato.
Il regista dell'Illinois sfoggia tutta la sua arte e la sua tecnica al
meglio delle proprie possibilità, dando un'impronta autoriale al film
riconoscibile fra mille altre, costruendo sulla voice-off e sulla fotografia
(quest ultima coadiuvata dalle splendide location) tutto l'impianto visivo e
narrativo del film. Un film che alla prima visione lascia un sapore
agrodolce, il sapore di una pellicola costruita sul linguaggio delle
immagini più che su quello delle parole, ma che del parlato non può fare a
meno, attraversata com'è da una profonda e penetrante voce fuori campo per
tutto il corso della sua durata. Il tentativo di Malick è quello di dar voce
ai pensieri dei suoi personaggi, di sviscerare quel che l'immagine lascia
solamente intuire, non cadendo mai in una pedanteria didascalica, ma
fornendo spunti per ulteriori letture del girato.
Tutto il film è architettato secondo morbidi e ponderati contrasti: quello
fra musica e immagine, quello tra montaggio e movimento di macchina, quello
tra luci, ombre e penombre, ma anche diegeticamente, tra due culture
differenti, tra natura selvaggia e inurbamento, tra volontà costruttiva e
risultanze distruttive. Il tutto concorre al dipanarsi di una storia d'amore
che costituisce insieme il fulcro del film, e un suo contorno marginale.
Fulcro perché motore dell'affresco del regista, perchè vicenda unica e
totalizzante di tutto il girato, tant'è che dello svolgersi degli
avvenimenti, di certo complesso e articolato, non è dato sapere che qualche
elemento funzionale e necessario per scorgere l'evoluzione del rapporto tra
i due protagonisti, rimanendo tutto il resto vago e, dove più dove meno,
sostanzialmente indefinito.
Contorno marginale perché la polisemia di senso del film contribuisce a
renderla mero pretesto per parlare di ieri per parlare di oggi, in un
rincorrersi di linguaggi visivi che affascinano e, a tratti, disorientano.
L'ambientazione quasi totalmente "yankee" (solo qualche sequenza è
ambientata nei palazzi inglesi) contribuisce a dare spessore alla figura di
una nuova civiltà nascente, ricca della propria cultura, dei propri usi e
del proprio modus vivendi che va in cerca del confronto/scontro con chi di
cultura, di usi e di modus vivendi ne ha già uno proprio. Come non leggervi
una denuncia, splendida e sottile, di un atteggiamento fin troppo comune nel
panorama odierno. Denuncia mitigata però da un giudizio attento al non fare
di tutt'erba un fascio, a porre i propri distinguo e le proprie valutazioni
non generiche.
Un film politico, dunque, da un certo punto di vista, un film storico,
drammatico. Una storia d'amore. Tante le chiavi di lettura, e ancor più i
livelli di lettura impressi nelle singole sequenze, nelle singole immagini.
E paradossalmente, un film che identifica i suoi punti deboli negli aspetti
che contribuiscono a imprimergli carisma e fascino. Un montaggio non sempre
lineare, un uso del voice-off a volte fuori le righe, una musica troppo
invasivamente protagonista di molte sequenze.
Forse, tra i pochi film di Malick, quello più in affanno. Ma pur sempre
enormemente al di sopra della media di qualunque altra cosa si possa trovare
in sala.


Orari e prezzi:
Mercoledì 15/2: 16.30    EURO 4,00
Giovedì 16/2:  16.20 - 19.00 - 21.40: EURO 4,00
Venerdì 17/2: 16.20 – EURO 4.00  *  19.00 - 21.40 : EURO 5,00
Sabato 18/2 -  Domenica 19/2 :  16.20 -  19.00 - 21.40 : EURO 5,00

SALA B: a grande richiesta continua

V A I E V I V R A I
Nazione: Francia
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 140'
Regia: Radu Mihaileanu
Sito ufficiale: www.vavisetdeviens-lefilm.com
Cast: Moshe Abeba, Roschdy Zem, Yael Abecassis, Sirak M. Sabahat, Moshe
Agazai, Roni Hadar, Raymonde Abecassis, Rami Danon, Meskie Shibru-Sivan
Produzione: Elzévir Films, Oï Oï Oï Productions
Distribuzione: Medusa

Trama:
1984. Centinaia di migliaia di africani dei 26 paesi colpiti dalla fame si
ritrovano in dei campi profughi in Sudan. Da un'iniziativa tra gli Stati
Uniti e l'Israele, migliaia di ebrei etiopi, chiamati Falashas, verranno
trasferiti in Israele. Una mamma cristiana costringe suo figlio di nove
anni, Salomon, a dichiararsi ebreo, per salvarlo dalla fame e quindi dalla
morte. Arrivato in Terra Santa, il bambino dichiarato orfano, viene adottato
da una famiglia francese. Salomon cambia nome e cresce come un vero ebreo,
ma il suo sogno è quello di poter riabbracciare, un giorno, sua madre...

Orari:
Mercoledì 15/2: 16.30  -    EURO 4,00
Giovedì 16/2:  16.30 - 19.00 - 21.30: EURO 4,00
Venerdì 18/2 -  Domenica 19/2 :  16.30 -  19.00 - 21.30 : EURO 5,00


Cordiali saluti.

AC  STAGE Cinema e Teatro
Via Maestro Gaetano Capocci, 22
(L.go Somalia) 00199 Roma
ac.stage@fastwebnet.it
tel. 0686383883 – fax 0686399431
postato da: saltino alle ore 14:21 | Permalink | commenti
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mercoledì, febbraio 01, 2006
postato da: saltino alle ore 22:53 | Permalink | commenti
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mercoledì, febbraio 01, 2006
pero'...
sembra che abbia perso ogni interesse questo blog per quelli che abbiamo partecipato in questi anni.
e' come una di quelle storie d'amore, dove dopo il primo periodo di baci disperati nel mezzo della notte,
un giorno ti trovi a non darti nemmeno un bacetto sulla guancia quando al mattino esci per andare al lavoro e ti congedi con un
"beh, io vado... a dopo"

fa un po' tristezza, no?

postato da: enrique2it alle ore 10:26 | Permalink | commenti (5)
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