Le parole si fanno strada
No, non si tratta di quelle scritte con lo spray bianco - PRINCIPESSA TI AMO (con tanto di cuoricino) - sulla strada di fronte casa mia.
E non pensate male, sono rivolte verso il palazzo di fronte; e d'altra parte nella strada siamo avvezzi alle pubbliche dichiarazioni: qualche mese fa, per una settimana almeno è rimasto posteggiato uno di quei camioncini con i manifesti pubblicitari, solo che questo conteneva una proposta di matrimonio in 6x3. In cima alla strada, invece, c'è un'altra principessa, cui il devoto innamorato ha chiesto - sul marciapiede - di perdonarlo, giurando imperituro amore.
Ho detto dunque di cosa NON si tratta. Ma di che si tratta, allora?
Di liberare le parole.
Perché...
"Le scritture, si sa, hanno urgenze.
Le scritture chiedono strada.
Le scritture sono incontenibili, esondano dalle pagine di carta per inondare vie e piazze e cortili e noi.
Domenica 7 Maggio andremo per le strade di ogni città, fermeremo i passanti e daremo loro la possibilità di scrivere, perché tutti hanno cose da dire, e la necessità di farlo subito, con urgenza perfetta, proprio in quel luogo tra asfalto e cielo.
Scriveremo le parole su lenzuola, specchi rotti, vecchie tegole, assi grezze e altro materiale di strada.
Le parole hanno voce in capitolo, e chiedono strada.
Liberiamo le scritture; le scritture, forse, libereranno noi."
Volete sapere qualcosa in più?
C' é una data (è scritta sopra, ma la ripeto):
7 maggio 2006. Giornata Nazionale delle Scritture di Strada.

E un blog, per percorrere il cammino fino a destinazione.
(ora è anche il vostro turno, di liberare le parole, se volete; chi vuole adreire, può scriverlo qui. Anzi, non qui; lì. Andate sul blog, cercate il tag "ROMA" e segnatevi in fondo al post. Non siate timidi, le parole aspettano anche voi)