sabato, marzo 03, 2007
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postato da: h2no3 alle ore 11:49 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, marzo 02, 2007
poesia metropolitana

Ritorno poetico in metro stasera.
Come ogni giorno, sono partita dalla fermata Cornelia, pronta per la traversata della città. Mi sono messa a sedere, unico vantaggio del partire quasi dal capolinea, e ho iniziato a guardare intorno a me le cose e le persone, con le loro facce stanche del venerdì sera. Non appena il treno è partito una lattina di cocacola ha preso a muoversi lungo le carrozze, da una parte all'altra, andando prima pianissimo, poi d'improvviso accelerando e passando beffarda sotto le gambe e tra i piedi delle persone, che non si accorgevano di lei. Era lì che faceva su e giù, poi pausa, destra e sinistra, poi un imprevisto ostacolo e così ancora avanti.
Mi è venuta in mente la piuma di Forrest Gump, che ad inizio film si alza da terra, vola sulle cose ignare di lei per mostrarcele, fino a poggiarsi su Forrest, per presentarcelo. Ho trovato, insomma, che ne fosse la versione metropolitana, anch'essa a suo modo poetica e malinconica.

Il viaggio è continuato con l'arrivo di due "suonatori di strada" - non so come definirli - o di metro, forse, di quelli insomma che assai spesso salgono in carrozza suonando qualcosa per racimolare qualche moneta.
Questi sono diversi però. Sono una coppia, si direbbe sposata; lui suona il violino, lei invece suona la fisarmonica a canta. Hanno un aspetto ovviamente modesto, ma dignitoso e gentile. E poi lei. Ha una voce meravigliosa. Nonostante gli strumenti malandati e la stanchezza che alle volte li porta a non andare esattamente insieme con la musica, la sua voce offusca questi dettagli. E' forte e profonda, commovente.
Quando lui passa sorridente dò sempre qualche spiccio, e credo, forse sbagliando, che
la signora stasera mi abbia riconosciuta o che abbia avuto almeno un dubbio, perché un giorno i soldi li diedi a lei, raggiungendoli mentre scendevano dalla carrozza, e mi guardò dritta negli occhi, ringraziandomi.
Però stasera ho pensato che non basta dare degli spicci, voglio la prossima volta dirle quant'è brava, perché capisca che l'apprezzo davvero.
In questi giorni sanremesi verrebbe scontatamente da dire che se fosse la sua voce meravigliosa sbaraglierebbe tutti. Ma è la verità.
postato da: valentinaines alle ore 23:06 | Permalink | commenti
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