
"Roma è fascista"... osteggiare impavidamente un declamato neo-fascismo, ed oltretutto farlo con i soldi dei contribuenti italiani, i nostri quelli di tutti, è veramente, ma veramente ignominioso. Questo purtroppo è quello che ieri declamava il vergognoso striscione della tifoseria laziale, la tifoseria che abbiamo visto protestare sotto l’agenzia delle Entrate (ex-MINFinanze) nei giorni scorsi, tifoseria di una società che si è aggiudicata, grazie all’applicazione di una legge promossa dalla LEGA una diluizione dei debiti verso l’erario nell’arco di un trentennio, un ammanco verso noi altri tassati che invece i debiti con il fisco li paghiamo subito e senza proroghe di nessun tipo. Lo striscione della vergogna neo-fascista romana ha coperto completamente la curva Nord dello stadio olimpico, quindi nessuno dei presenti in curva abbia la sfrontatezza di dichiararsi estraneo ai fatti accaduti ieri, perchè ognuno dei presenti poteva abbandonare dignitosamente lo stadio, per se stesso e per la cittadinanza romana in toto, e non in Totti ovviamente. All’indomani di episodi come questo c'è da chiedersi come sia possibile tollerare atteggiamenti di tale gravità da parte della giustizia sportiva, fiscale e penale. Tifoseria oltremodo recidiva quella laziale, vergogna della cittadinanza italiana e romana già nel Gennaio del 2000 quando campeggiò "Onore alla Tigre Arkan" su di uno striscione laziale inneggiante ad un noto assassino, ucciso in un vero e proprio assalto militare, durante un regolamento di conti fra trafficanti d'armi e spacciatori internazionali di stupefacenti, questo accadeva nella hall di un lussuoso albergo slavo, un pluri pregiudicato fascista ed oltretutto para-militare serbo, con centinaia di morti sulla coscienza e stragi perpetuate sotto l'alone lugubre e vergognoso della pulizia etnica, spregevoli infamie ormai note a tutta la comunità internazionale... la tigre ArKan grande amico dell'allora giocatore laziale Sinisa Mihajlovic attualmente in forza all'Inter (sob! ...che vergogna), il quale accorse senza remore sotto la curva ad applaudire il vergognoso tributo della tifoseria laziale a questà macchia ingiuriosa nel cammino dell’umanità. Qualche anno più tardi gli appartenenti a “Tradizione Distinzione” organo storico della tifoseria laziale provenienti in grossa parte dalla zona di Piazza Bologna, luogo storico dei neofascisti romani. Basti pensare che il merchandising del gruppo (venduto nel loro negozio, nel quartiere Nomentano) presenta cappellini con il tricolore ed il fascio littorio o con lo stemma della divisione belga delle SS “Charlemagne”. Sul sito è apertamente dichiarata la matrice fascista del gruppo e, del resto, i libri consigliati sono prevalentemente di Evola o di Freda. Da segnalare, inoltre, che durante la partita Roma-Brescia del gennaio 2003 era presente in curva un banchetto di raccolta firme pro-Priebke, retto da esponenti del gruppo di tifosi laziali. Ed arriviamo a quest’anno, stracittadina Lazio-Roma è il giorno dell’epifania, la Lazio si aggiudica la partita onorevolmente in campo, ma nell’esultanza generale alla fine del match il capitano della Lazio, Paolo Di Canio tende il braccio e la mano inequivocabilmente (vedi Foto), all’indirizzo della sua tifoseria che risponde gioiosamente al “saluto romano”, per l’attaccante sarà commissionata una pena pecuniaria di 10.000€ ed alla società altrettanti euro di multa da parte della commissione disciplinare sportiva, la stessa commissione che qualche mese più tardi punirà… guarda caso un giocatore del Livorno per aver ostentato il pugno chiuso alla sua rossissima tifoseria… Gente cercate di rammentare che non è la stessa cosa, siamo uno stato costituzionalmente antifascista, aspireremmo ad esser anche laici magari, ma non potremo mai esserlo veramente, viste le radici “fortemente” cristiane della nostra cultura, ci avviamo a diventare anche una nazione federale oltretutto... che Dio ci aiuti ed abbia in gloria le anime dei nostri combattenti antifascisti. Amen.
Nota a margine:




